Spettacolo Me.dea, Una Risata Ad Occhi Spalancati – Teatro Comunale di caselle Landi (LO)

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Spettacolo Me.dea, Una Risata Ad Occhi Spalancati – Teatro Comunale di caselle Landi (LO)

7 Febbraio @ 21:00 - 22:30

ME.DEA

una risata ad occhi spalancati

Tragicommedia ispirata al romanzo “Medea. Voci”  di Christa Wolf
La tragedia di Medea si reinventa con il linguaggio del clown contemporaneo: il mito si fa tragicommedia, tra riso e vertigine, cadute e metamorfosi. Non più mostro assassino, ma straniera condannata da una città che non sa accoglierla, Medea diventa specchio delle nostre paure collettive e colpe collettive. Una scena essenziale, un corpo clownesco, più voci che maschere: dal grottesco al lirico, dal comico al tragico, per ridere e tremare nello stesso respiro. Nel pendolo continuo tra comicità e tragedia, lo spettacolo costruisce uno specchio impietoso e lucidissimo della nostra condizione presente: fragili, contraddittori, sempre in bilico tra colpa e speranza. Un teatro che non consola, ma rigenera. Un mito che non muore, ma cambia forma. Un pensiero di pace al femminile che acquista nuova memoria di sé, di ciò che è stato prima delle mistificazioni della storia raccontata dai vincitori, giocato con il linguaggio del clown pasticcione ed acrobatico nel barcamenarsi tra inadeguatezza, desideri e nuove consapevolezze. Corinto diventa la metafora di ogni società che teme lo straniero. Medea non è solo la donna esclusa, ma l’eco di tutte le esclusioni contemporanee. La scena è nuda, essenziale, abitata da suoni, gesti, cadute: un paesaggio in cui si riflette la violenza sottile del rifiuto. Il corpo di Medea è uno spazio di memoria. Ogni gesto clownesco è un rito di purificazione, un frammento di un sacrificio che si rinnova. L’attrice non interpreta, invo­ca. Si fa cerimoniere di un racconto collettivo, ponte tra antico e contemporaneo.

NOTE DI REGIA

Una clown in scena. O forse più di una; moltiplicata, frammentata, scivolata nei mille specchi della tragedia. Medea non è più la maga, la barbara, l’assassina: è un corpo che inciampa, un volto che ride mentre piange, un’anima che si spoglia delle maschere che le hanno assegnato.
In ME.dea il linguaggio del clown contemporaneo incontra il pensiero di Christa Wolf, che, nella sua Medea, non racconta il mostro ma la straniera, la diversa, la donna che si rifiuta di piegarsi al potere e per questo viene condannata. Uno scrittura che svela l’autore originale del mito, Euripide, come corrotto e servo del potere. E il mito diventa tragicommedia. Lo spettacolo fa parlare le “voci” del romanzo: Giasone, Creonte, Glauce, Merope, Medea stessa. Ma appaiono trasfigurati anche il vello d’oro, Aspirto, gli stessi figli di Medea. Ogni voce è una metamorfosi clownesca, una maschera che scivola addosso al corpo, un gioco di cadute, di silenzi e di sguardi. Il riso non attenua la tragedia, la rivela. Il ME diventa NOI.
Sul palco una figura fragile e potente, che trasforma la crudeltà del mito in poesia fisica, in paradosso comico, in un rito collettivo di smascheramento. Una clown che diviene l’Anima di Medea in uno spettacolo che invita lo spettatore a ridere, e subito dopo a domandarsi: da chi abbiamo imparato a ridere? E di chi?

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Dettagli

  • Data: 7 Febbraio
  • Ora:
    21:00 - 22:30
  • Categoria Evento:

Luogo

  • Teatro Comunale di Caselle Landi (LO)
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